7 ott 2012

Ingrid

Tutto nacque
un po' per gioco
come conseguenza
di due disadattati
con la vita in latenza


poi finì nell'odio,
una storia ferita
in cui si decise
per l'arto amputato


(l'assolo del canneto
suonava come
l'averti vicina)

Le dissi allora che
a fuoco bruciamo
a fuoco godiamo,
a fuoco ignoriamo
il limite dell'attimo
di sosta in cui siamo

(solo per caso,
nella messa a fuoco:
fantasmi)


6 gen 2012

VHS #1

 Da non crederci. Il video è pazzesco. Non ho resistito e stanotte verso le due del mattino ho deciso di guardarlo col videoregistratore, quindi mi sono accorto subito che il materiale è fuori di testa.
Chiunque lo abbia fatto doveva essere una specie di matto.

Nel primo minuto del video non succede niente, poi si materializzano delle riprese fatte con una vecchia videocamera. Il video è pieno di righe, la pellicola dev'essersi rovinata negli anni con tutta questa umidità, tuttavia l'immagine sembra ancora abbastanza nitida.

In basso a sinistra c'è una data: 12 aprile 1990.

C'è un'inquadratura fissa, forse la telecamera è stata messa su un treppiedi. Le immagini mostrano un tavolo con dei fogli sopra. Una persona fuori campo si schiarisce la voce e fa lo zoom sui fogli. Sono dei dattiloscritti, la carta è giallina con qualche macchia di umidità. Appena finisce lo zoom, l'operatore mette a fuoco e si riesce a leggere. Si direbbe un titolo introduttivo.


La voce fuori campo è di una giovane ragazza. Che sia la stessa delle polaroid?

La sento recitare il titolo: "TECNICHE DI ESPANSIONE DELLA COSCIENZA". Poi volta la pagina e mostra il nome dell'autore leggendo anche questo ad alta voce: "DI HERMANN FLEUERBAUM". In basso c'è anche scritta un'altra cosa: "traduzione di Giuseppe Fleuerbaum". Chi sono queste persone? Il video continua a scorrere e compaiono nuove scritte e nuove informazioni, stavolta molte di più. Sembra un testo molto lungo, mi stendo sul letto e ascolto tutto in cuffia mentre quella voce suadente e delicata inizia a leggere l'introduzione.



19 dic 2011

Urbex #5

Siamo tornati in città in Via Lodi e l'abbiamo percorsa tutta fino in fondo dove abbiamo trovato un vecchio condominio degli anni Settanta abbandonato da decenni. L'ascensore ovviamente era fuori uso e le porte erano state sprangate malamente, ma con una forte spallata è stato possibile spostare il portone d'ingresso abbastanza da creare un varco per i nostri corpi. L'ombra interna era quasi totale, ma abbiamo portato le torce stavolta, così potremo restare anche quando farà buio. Abbiamo esplorato il primo piano con gli appartamenti e trovato vecchi materassi. Forse qualche senzatetto ci viene a dormire, ogni tanto. In un'altra stanza al secondo piano invece abbiamo trovato qualcosa di interessante: qua gli squatter e gli abusivi avevano lasciato alcuni mobili miracolosamente intatti. Abbiamo scattato parecchie foto, e io ho fatto una veloce ripresa di un soggiorno con un vecchio tavolo impolverato. Doveva viverci una famigliola lì, tanti anni fa. Ho trovato le stanze da letto con il segno rettangolare di umidità al centro della stanza dove doveva esserci un letto matrimoniale, quindi sarà stato la camera dei genitori, e in un'altra stanza c'era un segno simile ma più stretto, quindi appartenente al figlio unico. La cosa però ha iniziato a farsi più interessante quando ho notato una mattonella leggermente più rialzata delle altre, e quasi per istinto gli ho tirato un piccolo calcio, spostandola via come un coperchio. Ho chiamato subito Piero perché ho fatto una scoperta fenomenale: sotto la mattonella del pavimento c'era un vano cubico dove era nascosta una busta di plastica sottovuoto contenente una vecchia cassetta VHS. Eravamo entrambi elettrizzati, e ci siamo ripromessi di guardarle insieme a casa mia domani. Una scoperta simile non capita tutti i giorni. Sembra piuttosto pesante, quindi di lunga durata. Ho notato che sull'etichetta della cassetta c'era appiccicata una vecchia polaroid che ritraeva una ragazza con i capelli corti, molto bella e con lo sguardo triste.




 

11 dic 2011

Urbex #4

Odio questa città. Stamattina, mentre andavo in giro, uno stronzo mi ha mancato la precedenza e mi ha quasi travolto la bici. Vorrei tanto sapere cos'hanno in testa le persone quando stanno al volante. Non penso prenderò mai la patente. Oggi con Davide ci siamo incontrati all'Amarcord e da lì siamo partiti con la macchina sua a fare urbex.
Ho portato la vecchia videocamera, siamo andati in zona Balsamo dove ci sono quei vecchi edifici che sono in costruzione da quando sono nato.

Anche Davide ha portato la reflex, e abbiamo fatto delle belle foto. Abbiamo girato la zona delle case vecchie fino in Via Lodi. Lì ho intravisto il palazzo che avevo sognato mesi fa: si tratta di un condominio di tre piani che sta fermo da almeno quindici anni. Stando a quello che dice papà, è uno dei tanti incompiuti italiani, cioè opere pubbliche lasciate a metà per vari motivi, spesso legati a questioni fraudolente. Chissà quanti soldi avranno sprecato per questa boiata. Ho proposto a Davide di tornare a visitarlo, dopo le feste.

22 nov 2011

Solitudine

Non vedo l'ora che finisca questo lungo, noiosissimo anno di merda.


21 nov 2011

Attacco #3


urànofilìa: s. f. [dal gr. tardo οὐρανοφιλíα, comp. di οὐρανός «cielo» e  φιλíα «attrazione»] amore morboso verso il cielo e tutte le cose che riguardano il paradiso. 
Tendenza morbosa al piacere fisico mediante la sperimentazione continua di vertigini e vuoto.

Ho letto questa definizione su un vecchio dizionario che avevo in casa. Quanto mi piacerebbe poter accettare a fondo quella sensazione spiacevole che provo ad ogni attacco di panico.
Oggi, per esempio, ne ho avuto un altro. Stavo passeggiando per il centro quando ho sentito la testa leggera e un vuoto dietro la cervicale. Il cuore ha iniziato a battermi forte, e mi sono dovuto rifugiare dentro un palazzo, perché avevo la sensazione che me ne sarei di nuovo volato verso l'alto. Per fortuna non è passato nessuno.
Non so perché continuo ad appuntarmi ogni attacco, visto che non vado più dal terapista. Sarà la forza dell'abitudine.

14 nov 2011

Reperto #1

Sono stato in campagna e ho trovato questo teschio di uccello sporco di fango. Credo che sia un piccione. Non sono riuscito a trovare il resto del corpo. L'avranno mangiato i gatti.
Non so perché l'ho preso, mi è sembrato giusto toglierlo dalla strada e portarmelo.
A volte faccio queste cose e non capisco quale sia la causa.
Vedo in ogni essere vivente un pezzo di me.
Spesso recupero insetti, frammenti di cose, cocci, ossa, pezzi di congegni, pietruzze.
Vorrei costruire qualcosa, forse.
Guardare questo frammento mi rende tranquillo.
Preferisco però nasconderlo in una scatolina di legno, non voglio che mio padre lo veda. Penso che lo ripulirò per evitare infezioni.
Forse la candeggina dovrebbe andare bene.

25 set 2011

Poesia #2

Almeno una volta vorrei
un paradiso di miele
eppure guardando indietro
trovo veleno nel pensiero

ma se cerco meglio
sottoterra
scavando a fondo
ecco del miele,
te ne porgo:
è miele vero
di un santo vero
che è vissuto in bellezza
ed è morto in bellezza,

ed io guardo gli sciacalli
allontanarsi
quando ripeto
che chi muore in bellezza
è uomo è carne è vero
e un sempreverde
gli cresce in seno

10 set 2011

Urbex #3


Non ricordo come ho fatto ad arrivare sul tetto di questo palazzo. Mi sento molto confuso e ho le vertigini. Credo di soffrire di amnesia. Per fortuna, esplorando il terrazzo, ho trovato la cabina che porta nell'androne con l'ascensore e sono riuscito a scappare.
Ne ho approfittato per fare dei video e delle foto. Ho riconosciuto la zona: ero in centro, nel Quartiere Blu, quello più ricco e commerciale.
Da bambino mi ero sempre chiesto chi ci abitasse in questi condomini. A volte fantasticavo che in una di queste case abitasse una giovane coppia con una figlia bellissima.
Ma adesso eccomi qui, confuso e nel panico.
Spero non mi capitino più episodi simili.
Ho perlustrato alcune porte, prima di scendere, ma sono rimasto deluso. Qui ci sono solo studi di architetti, dentisti, uffici vari, agenzie turistiche. Nessuno vive davvero in questo edificio. Forse negli altri, magari...

28 ago 2011

Altri sogni

Ti ho sognata ancora. Non voglio pubblicare foto del tuo viso, sei solo mia. Mi manchi tanto. Tantissimo.  Ho sognato che venivi a trovarmi e cenavamo insieme a papà, come quando ero bambino, e ti complimentavi perché vedevi l'uomo che ero diventato, allora ti abbracciavo felice.
Mi sono svegliato in lacrime, e mi sono rifiutato di andare a scuola. Papà ha capito, e mi ha lasciato in camera a sognare. Ho faticato molto a riaddormentarmi, ma non sono riuscito a ritrovarti nel buio dietro le palpebre.


Ho fatto invece un altro sogno, stavolta ero in un appartamento senza mobili, fatiscente e abbandonato da anni con polvere e ragnatele ovunque. Mi era in qualche modo familiare, ma non riuscivo a capire dove potevo averlo già visto.

Allora mi sono affacciato da una delle finestre e ho riconosciuto la strada: era Via Lodi. Il palazzo in cui mi trovavo esisteva davvero nella realtà, e non ci ero mai entrato in vita mia.
A un certo punto, mi sono sentito attratto da una delle stanze da letto, così ho camminato fino a raggiungerla, e appena ho aperto la porta ho visto qualcosa...qualcosa che non riesco a ricordare.

Mi sono svegliato subito dopo. Ho pensato: devo andare in Via Lodi, prima o poi. Quei palazzi dismessi meritano di essere visitati.

10 ago 2011

Eptagram - Comedies of the darkness

Adoro Eptagram, sa farmi sentire a mio agio. Questo pezzo sembra parlare di un viaggio metafisico nel cosmo e stimola dolcemente delle OOBE. Credo di star imparando a farle senza che la paura prevalga. Forse il trucco per gestire gli attacchi di panico è lasciare che avvengano senza perdere la lucidità.
Magari se mi lascio andare al flusso, come quando ascolto questo pezzo, riuscirò finalmente a dominarli, e chi lo sa, a guarire. Certo, sarebbe meglio se trovassi delle indicazioni più precise, ma non credo che scrivano dei manuali di istruzioni dettagliati su come farle, così mi devo accontentare della roba trovata in rete. Di comprare la paccottiglia commerciale con i libri new age non se ne parla. Voglio roba seria.



8 ago 2011

Attacco #2

Le tecniche di rilassamento non stanno funzionando.
Il dottore che mi sta seguendo mi ha prescritto dei medicinali, ma non li prenderò. Ho bisogno di sognare, e quella roba me lo impedisce. C'è però un prezzo da pagare per tutte le volte che mi corico o abbasso la guardia nel dormiveglia, e quel prezzo si chiama paura.
Ogni scarica di paura è sempre più intensa, e le sensazioni si fanno sempre più realistiche: battito accelerato, sensazioni acuite, allucinazioni tattili. Sento il corpo uscire letteralmente fuori da se' stesso, come se calamitato da una forza superiore.
Ho controllato su alcuni forum: molti le chiamano OOBE, acronimo di Out Of Body Experience. Secondo alcune teorie mistiche, è lo spirito umano che viaggia fuori dal corpo fisico durante esperienze oniriche molto forti.
Credo che da ora in poi mi concentrerò su questo concetto, più che sui cosiddetti attacchi di panico.
Ho deciso anche di smettere con la terapia, dato che non sta dando frutti.

8 lug 2011

Poesia #1

In fase di luna calante
sognerò il tuo volto
in un corridoio di penombra,
magari durante una festa
dove ci siamo imbucati entrambi
e ci sfioreremo
fino alla pazzia delle carni

alzeranno la musica
nell'altra stanza
e mi metterò a ridere
"perché sto per
venire nei vestiti",
non mi chiederò più
se ti conoscevo già,
dopotutto son sempre stato
negato con i nomi,

poi si spegnerà la luce




(poesia che mi è stata ispirata da uno strano sogno in cui ero in una casa che non avevo mai visto e dove ho conosciuto una ragazza strana e bellissima)

13 mag 2011

Sogni strani #1

In questi giorni ho fatto dei sogni molto intensi.
Credo sia dovuto agli esercizi mentali che ho iniziato da alcuni mesi.

Mentre ero nel dormiveglia, una settimana fa circa, ho iniziato a sentire una cacofonia di voci che si accavallavano l'una sull'altra. Non sono riuscito a distinguere cosa si dicevano, ma sembravano dialoghi piuttosto serrati.

Un'altra sera, invece, mentre provavo una tecnica di rilassamento, ho di nuovo avuto un lieve attacco di panico consistente in una vertigine improvvisa. Avevo la terribile sensazione che la mia mente si sarebbe distaccata dal corpo e mi sarei ritrovato all'improvviso nello spazio aperto.
Sono pensieri folli, lo so, ma credo sia un tentativo della mia mente di provare ad aprirsi all'infinito cosmico e ad altri confini ignoti.

In realtà, il peggio arriva quando passo dal dormiveglia al sonno profondo.
Lì cominciano le sensazioni spiacevoli e si trasformano in incubi senza forma.
Sogno architetture che non ho mai visto, di solito mi trovo in atri di condominii fatiscenti e oscuri, e ho sempre la netta sensazione di essere inseguito.

Una volta ho sognato di trovarmi sulla cima di uno di quei palazzi, e di spiccare il volo verso l'alto, ma arrivato a una certa quota ho percepito distintamente il vuoto attorno a me e mi è venuta l'angoscia, così sono dovuto tornare giù e rientrare nel condominio.
Ho letto su internet che questo terrore delle sfere celesti si chiama uranofobia.

 



15 feb 2011

Urbex #2

Non soddisfatti della visita nella vecchia masseria di qualche mese fa, io e Grazia abbiamo deciso di fare un'altra escursione.
Stavolta siamo stati al cimitero comunale, di notte. Abbiamo scavalcato dal muretto di cinta del lato nord, e siamo passati con le torce, cercando qualcosa che valesse la pena vedere.
Qui non mi è sembrato di avere strane sensazioni, e malgrado il mio psicologo insista sull'evitare situazioni di disagio che possano innescare nuovi eventi sgradevoli, non posso fare a meno di tuffarmi in queste avventure. L'adrenalina è una droga, ma lo è di più la curiosità e la fuga dalla monotonia del paese. Siamo stati in giro con le torce basse per non attirare le attenzioni del guardiano, e pur avendo fatto foto con flash siamo comunque stati molto prudenti.
A quanto pare, nel cimitero ci sono molte tombe in stile egizio. Mi domando perché.
Abbiamo fatto alcune foto a delle cappelle funerarie, ma quelle preferisco non pubblicarle perché riportano i nomi di alcune persone, e non voglio incorrere in querele.


Ho notato che in un angolo del cimitero esistono diverse cave franate ricoperte da piante. Alcuni di questi fori nel terreno sembrano molto profondi: persino la luce della torcia non riesce a illuminarle fino alla fine. Grazia sostiene che i sotterranei della città siano pieni di grotte carsiche e cunicoli con falde acquifere che scorrono nel buio. Rabbrividisco al solo pensiero.
Ho notato poi delle statue con un aspetto sinistro. Sembrano oscure sentinelle che celano terribili misteri.
Devo dire che malgrado l'esperienza pericolosa, non ho avuto attacchi di alcun tipo, e con Grazia siamo riusciti a sbrigarci con le foto nel giro di un'oretta. A fine esplorazione aveva l'intera memoria piena ed era eccitata perché non aveva fotografato tutto. Io dubito che vorrò tornarci in un posto simile, non fa per me.