Siamo tornati in città in Via Lodi e l'abbiamo percorsa tutta fino in fondo dove abbiamo trovato un vecchio condominio degli anni Settanta abbandonato da decenni. L'ascensore ovviamente era fuori uso e le porte erano state sprangate malamente, ma con una forte spallata è stato possibile spostare il portone d'ingresso abbastanza da creare un varco per i nostri corpi. L'ombra interna era quasi totale, ma abbiamo portato le torce stavolta, così potremo restare anche quando farà buio. Abbiamo esplorato il primo piano con gli appartamenti e trovato vecchi materassi. Forse qualche senzatetto ci viene a dormire, ogni tanto. In un'altra stanza al secondo piano invece abbiamo trovato qualcosa di interessante: qua gli squatter e gli abusivi avevano lasciato alcuni mobili miracolosamente intatti. Abbiamo scattato parecchie foto, e io ho fatto una veloce ripresa di un soggiorno con un vecchio tavolo impolverato. Doveva viverci una famigliola lì, tanti anni fa. Ho trovato le stanze da letto con il segno rettangolare di umidità al centro della stanza dove doveva esserci un letto matrimoniale, quindi sarà stato la camera dei genitori, e in un'altra stanza c'era un segno simile ma più stretto, quindi appartenente al figlio unico. La cosa però ha iniziato a farsi più interessante quando ho notato una mattonella leggermente più rialzata delle altre, e quasi per istinto gli ho tirato un piccolo calcio, spostandola via come un coperchio. Ho chiamato subito Piero perché ho fatto una scoperta fenomenale: sotto la mattonella del pavimento c'era un vano cubico dove era nascosta una busta di plastica sottovuoto contenente una vecchia cassetta VHS. Eravamo entrambi elettrizzati, e ci siamo ripromessi di guardarle insieme a casa mia domani. Una scoperta simile non capita tutti i giorni. Sembra piuttosto pesante, quindi di lunga durata. Ho notato che sull'etichetta della cassetta c'era appiccicata una vecchia polaroid che ritraeva una ragazza con i capelli corti, molto bella e con lo sguardo triste.

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